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Relex SMILE: un caso complicato di miopia elevata ed anisometropia

By 13 Novembre 2018 Luglio 3rd, 2019 No Comments

Nel mio blog ho spesso trattato della tecnica ReLEx SMILE e dei suoi benefici rispetto ad altre tecniche di chirurgia refrattiva, ma mai come nel caso complicato di una mia paziente, Annalisa, di 49 anni si è rivelata una soluzione vincente.

Annalisa, di professione impiegata soffriva di un difetto visivo complesso nei due occhi: un astigmatismo miopico composto elevato (od -8.50 di miopia e -3.50 di astigmatismo ed in os -6.50 di miopia e -4 di astigmatismo).

A questo quadro di anisometropia marcata (differenza di capacità refrattiva nei due occhi od>os) si aggiungeva la presbiopia difetto fisiologico legato all’età della paziente.

L’utilizzo di lenti a contatto di diversa natura (rigide, semi rigide e toriche) era stato negli anni alquanto fallimentare per via dell’intolleranza che aveva sviluppato cosi come gli occhiali che erano stati solo un compromesso perché non soddisfacenti né per la visione da lontano né per quella da vicino.

Chiaramente la mancanza di una correzione completa aveva accentuato i disturbi astenopeici ( mal di testa , annebbiamenti visivi, nausea, vertigini) ed a questi si erano presentati problemi di natura posturali.

Visione e postura sono infatti legati: quando la prima è influenzata da una cattiva postura ed inizia a sfocare, la postura peggiora attraverso uno sforzo per compensare una posizione scorretta a tutte le distanze.

Dopo numerosi accertamenti specifici e mirati propongo alla paziente l’associazione della tecnica ReLEx SMILE ad un programma di esercizi posturali riabilitativi post intervento: con la ReLEx SMILE, infatti, potevo eliminare sia la grande differenza tra i due occhi che il difetto elevato “resettando” il suo sistema visivo. Affidandola ad un osteopata per regolarizzare la sua postura ed allenamenti successivi di Pilates con macchinari per mantenerla Annalisa poteva finalmente migliorare la qualità della sua vita.

Il risultato della ReLEx SMILE è stato superiore ad ogni aspettativa. Annalisa a 7 giorni dall’ intervento aveva già raggiunto un visus binoculare di 10/10 naturali con un lieve residuo astigmatico di 0.50 solo nell’occhio sinistro confermato al controllo dei 30 gg.

Ma soprattutto dopo aver fatto una visita dall’osteopata ed iniziato un ciclo di Pilates con macchine ha completamente cambiato la postura con un beneficio fisico totale: scomparsa di dolori di schiena mal di testa nausea vertigini, minor affaticamento visivo e fisico, maggiore energia e rendimento nel lavoro e nella vita privata e sportiva

Inutile dire quanto questo intervento sia stato importante per Annalisa che non solo ha ottenuto una vista migliore e maggiore sicurezza in sé stessa, ma anche una ritrovata energia e maggiore produttività al lavoro.

La chirurgia refrattiva è sicuramente una branca della medicina particolarmente complessa e sono molti i casi “difficili”, detto ciò un professionista deve sempre cercare di dare il meglio di sé, valutando talvolta un approccio integrato con altre discipline per ottenere che il beneficio per il paziente sia duraturo nel tempo.