Vedere bene quando conta davvero: la vista nello sport ad alto livello

Focus Nel calcio professionistico, anche una minima instabilità visiva può fare la differenza. In questa testimonianza racconto il percorso di Gabriel Vasconcelos e come la chirurgia refrattiva, quando indicata correttamente, possa diventare una scelta funzionale per chi compete ad alto livello
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Gabriel Vasconcelos ha 24 anni ed è un portiere di calcio professionista, del Milan AC e della Nazionale brasiliana.
Conviveva con un astigmatismo miopico, che lo costringeva a utilizzare lenti a contatto toriche durante allenamenti e gare, con frequenti problemi di stabilità visiva.

Nel ruolo del portiere, la qualità della vista è determinante: rapidità di reazione, coordinazione occhio–mano e capacità di leggere l’azione in pochi istanti fanno la differenza in ogni partita. In questo contesto, anche una minima incertezza visiva può incidere in modo significativo sulla prestazione.

Quando l’instalbilità visiva influisce sulla performance

Durante le fasi di gioco più intense, le lenti a contatto tendevano a spostarsi, causando brevi ma critiche perdite di fuoco. Anche pochi istanti di visione instabile potevano compromettere un intervento decisivo, aumentando non solo il rischio tecnico, ma anche la pressione mentale.
Nel calcio professionistico, dove velocità e imprevedibilità sono costanti, la vista deve essere affidabile in ogni momento, senza la necessità di adattamenti o compensazioni.
Quando la qualità visiva diventa un fattore limitante, anche la performance ne risente.

La necessità di una soluzione stabile nelle condizioni reali di gioco

Per un atleta professionista, valutare un intervento di chirurgia refrattiva non significa semplificare la quotidianità, ma ridurre un fattore di rischio concreto durante allenamenti e competizioni.
Nel caso di Gabriel, l’obiettivo era ottenere una visione stabile e continua, capace di mantenere la stessa qualità nelle condizioni reali di gara, sotto stress fisico e mentale, senza la dipendenza dalle lenti a contatto.

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La scelta dell’intervento e della tecnica

  • stabilità visiva nel tempo
  • assenza di interferenze durante il movimento
  • recupero compatibile con l’attività sportiva professionistica

Il risultato: continuità visiva e libertà dalle lenti

Il risultato è una visione affidabile e costante, senza più la dipendenza dalle lenti a contatto. Oggi Gabriel può concentrarsi esclusivamente sul gioco, con maggiore sicurezza nei gesti tecnici e una percezione visiva più naturale.
Il cambiamento viene descritto come un miglioramento concreto della performance, ma soprattutto della tranquillità mentale: vedere bene, sempre, quando conta davvero.

Una testimonianza legata alla performance e alla sicurezza

La storia di Gabriel mostra come, nello sport professionistico, la chirurgia refrattiva possa rappresentare una scelta funzionale e consapevole quando esiste un limite visivo concreto che incide sulla performance.
In questi contesti, l’obiettivo non è solo vedere meglio, ma eliminare un fattore di instabilità reale, che può influenzare la sicurezza nei gesti, la concentrazione e la serenità mentale nei momenti decisivi.

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