Perché il chirurgo Martin Dirisamer ha scelto la ReLEx SMILE

Focus Quando un chirurgo decide di sottoporsi personalmente a un intervento di chirurgia refrattiva, la sua scelta diventa una riflessione sulla consapevolezza clinica. In questo articolo analizzo perché la decisione di Martin Dirisamer va letta come un esempio di valutazione attenta, basata su sicurezza, equilibrio e rispetto della fisiologia dell’occhio.
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Riflessioni cliniche su una scelta consapevole

Quando un chirurgo decide di sottoporsi personalmente a un intervento di chirurgia refrattiva, la sua scelta assume un significato particolare. Non si tratta solo di correggere un difetto visivo, ma di affidare i propri occhi a una tecnica che si conosce a fondo, valutandone rischi, benefici e implicazioni nel lungo periodo.
In questo articolo riporto e commento l’esperienza del rinomato chirurgo oculista Martin Dirisamer, che ha scelto di sottoporsi a un intervento di chirurgia refrattiva con tecnica ReLEx SMILE, offrendo uno spunto di riflessione sul valore clinico di questa procedura.

Questo tipo di riflessione si inserisce nel più ampio contesto della chirurgia refrattiva che oggi comprende diverse tecniche e approcci personalizzati in base alle caratteristiche del singolo paziente.

Una decisione presa con piena consapevolezza

Il chirurgo conviveva con miopia ed astigmatismo elevati che nel tempo rendevano sempre più complessa la gestione quotidiana con le lenti a contatto. Come spesso accade tra professionisti sanitari, la conoscenza approfondita dei rischi legati all’uso prolungato delle lenti ha avuto un peso determinante nella decisione di valutare una soluzione definitiva.
In particolare, l’esperienza indiretta con casi di cheratiti virali, anche gravi, ha contribuito a maturare la scelta di ridurre la dipendenza dagli ausili visivi, privilegiando una procedura chirurgica affidabile e strutturalmente conservativa.

Perché la scelta della ReLEx SMILE

Dal punto di vista chirurgico, la ReLEx SMILE presenta caratteristiche che risultano particolarmente rilevanti per chi conosce a fondo la biomeccanica corneale. In particolare l’assenza del flap e il minore impatto sulla struttura corneale, la rendono una soluzione interessante in specifici profili clinici, quando correttamente indicata.
Nel caso di Martin Dirisamer, la scelta è stata guidata da alcuni fattori chiave:

Preservazione della stabilità biomeccanica corneale

La possibilità di intervenire riducendo l’impatto sulla struttura della cornea rappresenta un elemento centrale nella valutazione di sicurezza a lungo termine.

Riduzione dei rischi nel tempo

L’assenza del flap contribuisce a limitare il rischio di complicanze traumatiche e rende la procedura particolarmente indicata anche per chi conduce una vita attiva.

Recupero funzionale compatibile con l’attività professionale

Il decorso post-operatorio consente una ripresa rapida delle attività quotidiane e lavorative, senza limitazioni significative.

Il decorso post-operatorio visto da un chirurgo

Nel contributo pubblicato da Dirisamer emerge con chiarezza che il miglioramento percepito non riguarda solo la qualità visiva, ma anche aspetti più ampi legati alla qualità della vita dopo la chirurgia refrattiva, come autonomia, comfort e serenità nelle attività quotidiane.

Una riflessione che va oltre il singolo caso

L’esperienza di un chirurgo che sceglie la ReLEx SMILE non va interpretata come una garanzia assoluta né come un messaggio promozionale. È piuttosto una riflessione sul valore di una tecnica che, quando correttamente indicata, può offrire un equilibrio efficace tra sicurezza, stabilità nel tempo e rispetto della fisiologia corneale. La chirurgia refrattiva resta una scelta personale: una valutazione oculistica accurata è sempre il primo passo per capire se esiste una soluzione realmente adatta al proprio caso.

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