Quando la vista mette a rischio il lavoro: la storia di Dorin
Dorin ha 30 anni e lavora come autista di mezzi per il trasporto merci.
Fin dall’infanzia convive con una miopia elevata associata a un occhio pigro (ambliopia), una condizione che non gli ha mai garantito una visione stabile, soprattutto nelle situazioni che richiedono attenzione prolungata, come la guida.
Per Dorin la vista non era solo una questione di confort, ma un elemento strettamente legato alla sicurezza personale e alla possibilità di lavorare.
Un difetto visivo presente dall’infanzia
Cresciuto in Romania, Dorin non ha avuto accesso a controlli oculistici regolari durante l’infanzia e l’adolescenza. Nel tempo, il difetto visivo è peggiorato, senza mai essere compensato in modo realmente efficace.
Occhiali e lenti correttive non riuscivano a garantire una visione stabile e affidabile. La presenza dell’ambliopia rendeva ancora più complessa la situazione, limitando la capacità di adattamento visivo e aumentando l’affaticamento nelle attività quotidiane.
Quando la vista diventa un problema di sicurezza sul lavoro
Trasferitosi in Italia, Dorin trova impiego come autista. La guida quotidiana di mezzi aziendali richiede requisiti visivi precisi, indispensabili non solo per lavorare in sicurezza, ma anche per il rinnovo della patente.
Con il passare del tempo, guidare diventava sempre più impegnativo. La difficoltà nel mantenere una visione stabile, soprattutto in condizioni di traffico intenso o di scarsa illuminazione, faceva emergere un rischio concreto: non poter rinnovare la patente e perdere il lavoro.
Quando la vista incide direttamente sulla sicurezza e sull’idoneità professionale, il problema non può più essere rimandato.
La decisione di valutare una soluzione definitiva
In questa fase Dorin decide di sottoporsi a una valutazione oculistica specialistica, con un obiettivo chiaro: capire se esistesse una soluzione che gli permettesse di continuare a lavorare in sicurezza e con maggiore serenità.
Nel suo caso, la valutazione doveva tenere conto non solo della miopia elevata, ma anche della presenza dell’occhio pigro e delle esigenze specifiche legate alla guida professionale.

La scelta dell’intervento e l’approccio personalizzato
Dopo un’attenta analisi del caso, ho eseguito un intervento di chirurgia refrattiva con tecnica ReLEx SMILE , pianificato tenendo conto della complessità di partenza e delle necessità lavorative di Dorin.
La scelta della tecnica è stata orientata a ottenere una visione funzionale stabile, compatibile con la guida e con i requisiti richiesti per il rinnovo della patente, evitando soluzioni che potessero compromettere la sicurezza nel tempo.
Il recupero e il ritorno alla sicurezza alla guida
Il recupero visivo è stato graduale ma significativo. Nel tempo, Dorin ha raggiunto una visione funzionale adeguata alla guida professionale, con una maggiore stabilità e affidabilità rispetto alla situazione precedente.
Oggi descrive il risultato non solo come un miglioramento visivo, ma come un cambiamento concreto nella qualità della vita: maggiore sicurezza, meno paura alla guida e la possibilità di guardare al futuro senza il timore che la vista possa diventare un ostacolo al lavoro.
Una testimonianza legata a sicurezza e continuità lavorativa
La storia di Dorin mostra come, in professioni in cui la vista è direttamente collegata alla sicurezza e all’idoneità lavorativa, la chirurgia refrattiva possa rappresentare una scelta funzionale e responsabile, quando indicata correttamente e pianificata su misura.
In questi casi, l’obiettivo non è solo “vedere meglio”, ma lavorare in sicurezza e con serenità nel tempo.