Quando la vista diventa un limite nello sport: la storia di Valentina

Focus Quando un difetto visivo elevato e un’anisometropia incidono sulla performance sportiva, la soluzione non può essere standard. In questa testimonianza racconto la storia di Valentina e di come un approccio chirurgico personalizzato abbia eliminato un limite reale nello sport e nella vita quotidiana.
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Valentina D’Angeli è una triatleta e ingegnere.
Per gran parte della sua vita ha convissuto con un difetto visivo elevato ed un elevata anisometropia (grande differenza tra un occhio ed un altro), che l’ha costretta a dipendere costantemente da occhiali e lenti a contatto, sia nello sport sia nella vita quotidiana.

Allenamenti, gare, lavoro al computer: ogni ambito della sua giornata richiedeva una continua gestione della vista, spesso con fatica e adattamenti. Nel tempo, questa condizione è diventata sempre più difficile da accettare, soprattutto nello sport, dove la vista deve essere affidabile anche sotto sforzo.

Quando la vista incide sulla performance sportiva

Nel triathlon, la qualità della visione è determinante: orientarsi in acqua, leggere il percorso in bici, anticipare traiettorie e distanze richiede una vista stabile, anche in condizioni di luce variabile e affaticamento fisico.
Per Valentina, il limite visivo è diventato evidente durante una gara importante, nella frazione di nuoto in acque libere.
La difficoltà a distinguere con chiarezza in condizioni metereologiche avverse le boe del percorso e a individuare la traiettoria in bicicletta aveva compromesso una gara per cui si era preparata a lungo.
È stato in quel momento che è maturata una consapevolezza chiara: la vista non poteva più rappresentare un fattore di incertezza.

Un caso complesso che richiede una valutazione su misura

Durante la valutazione oculistica è emerso un quadro visivo complesso.
Accanto al difetto refrattivo elevato, ed all’anisometropia era presente una cataratta giovanile all’occhio sinistro, che rendeva necessaria una strategia differenziata tra i due occhi.

Non era possibile applicare una tecnica standard in entrambi gli occhi.
La scelta è stata quindi quella di intervenire con due approcci diversi, studiati sulle reali esigenze visive di Valentina:

  • tecnica ReLEx SMILE XTRA per l’occhio destro
  • sostituzione del cristallino per l’occhio sinistro

Un approccio personalizzato, pensato per garantire qualità visiva, stabilità e sicurezza nello sport e nella vita quotidiana.

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L’intervento e il recupero

Il ritorno allo sport e alla vita quotidiana

Con il passare delle settimane, i benefici sono diventati evidenti in ogni ambito della sua vita:

  • maggiore confort visivo durante il lavoro al computer
  • riduzione dell’affaticamento serale
  • più sicurezza in bici, soprattutto in discesa in condizioni di scarsa luce
  • maggiore tranquillità nel nuoto, anche in caso di acqua negli occhialini

Una testimonianza di consapevolezza

La storia di Valentina mostra come, nei casi complessi e nello sport ad alto livello, la chirurgia refrattiva non sia una scorciatoia, ma una scelta consapevole, che richiede valutazioni accurate e soluzioni su misura.
In questi contesti, l’obiettivo non è solo vedere meglio, ma eliminare un limite reale e ritrovare sicurezza, continuità visiva e libertà di movimento.

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