
Sin da ragazzo sapevo che sarei diventato un chirurgo.
Cresciuto con un pallone da basket sottobraccio, mi ritrovavo spesso ad osservare, incuriosito e affascinato, le sale operatorie di una nota clinica romana. L’odore dei disinfettanti, le divise verdi, il silenzioso movimento delle mani in sala: tutto mi parlava di un mondo in cui precisione e umanità si incontravano.
Nel tempo, quella
fascinazione è diventata vocazione.
Durante gli studi in Medicina, ho compreso che la vista – tra i sensi più complessi e fondamentali – sarebbe stata il mio ambito. La chirurgia refrattiva, in particolare, mi ha offerto la possibilità di intervenire in modo concreto sulla qualità della vita delle persone, aiutandole a liberarsi da un limite visivo spesso vissuto con frustrazione o rassegnazione.

Da oltre 30 anni mi occupo esclusivamente di chirurgia refrattiva
Ho visto questa disciplina evolversi, abbracciando tecnologie sempre più sofisticate. E con essa sono cresciuto anch’io, affrontando casi complessi, pazienti considerati “non operabili”, e affinando nel tempo un approccio rigoroso, personalizzato, sicuro.
Il mio percorso mi ha portato a padroneggiare tutte le principali tecniche: dalla cheratotomia radiale alla PRK; dalla LASIK alla FemtoLASIK fino alla ReLEx SMILE. E ho ideato protocolli specifici per esigenze particolari come quelli dedicati agli sportivi professionisti.
Lo sport fa parte
della mia storia.
L’ho praticato a livello agonistico, ne conosco le dinamiche e soprattutto le esigenze visive. Per un atleta, la vista è uno strumento di precisione: anche una minima imprecisione può compromettere un gesto tecnico, aumentare il rischio di infortuni, limitare le performance. Da questa consapevolezza è nato un protocollo personalizzato per gli sportivi che consente, nei casi idonei, di raggiungere anche visioni superiori ai 10/10.
Nel corso degli anni, ho avuto l’onore di operare numerosi atleti di livello internazionale,
provenienti da discipline diverse. Ma anche migliaia di pazienti che, pur non vivendo di sport, desideravano semplicemente ritrovare la libertà di vedere bene senza ausili esterni.
Oggi, con oltre 40.000 occhi corretti,
continuo ad affrontare ogni intervento con lo stesso rigore, la stessa passione e la stessa responsabilità degli inizi.
La mia professione non si è mai fermata ai confini della sala operatoria.
Negli anni ho partecipato come volontario a missioni umanitarie in Africa e Asia, contribuendo alla creazione e all’allestimento di studi e sale operatorie nei contesti più difficili. Perché restituire la vista, o migliorarla è sempre un gesto che cambia la vita.
Un colloquio per capire se e come intervenire.
Visito e opero in cliniche di eccellenza a Milano e Verona.
Durante la prima visita eseguirò un’analisi dettagliata della tua situazione visiva, con esami strumentali specifici, un confronto clinico diretto e, se indicato, una proposta di trattamento personalizzata.
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