Chirurgia refrattiva: come scegliere la tecnica giusta (non la “migliore”)
Quando si parla di chirurgia refrattiva, una delle domande più frequenti è:
“Qual è la tecnica migliore?”
Spesso le diverse opzioni, dalle tecniche laser alle chirurgiche, vengono raccontate come alternative in competizione tra loro, quasi fossero prodotti da confrontare in base a velocità di recupero o confort.
In realtà, non esiste una tecnica migliore in assoluto.
Esiste la tecnica più adatta alle caratteristiche dell’occhio, in quel momento della vita.
Ed è proprio qui che nasce una scelta consapevole.
La domanda “qual è la migliore?” è la domanda sbagliata
Ogni tecnica di chirurgia refrattiva nasce per rispondere a esigenze cliniche diverse. Chiedere quale sia la migliore senza conoscere:
- struttura della cornea
- tipo e stabilità del difetto visivo
- qualità della superficie oculare
- stile di vita e richieste visive
porta inevitabilmente a risposte parziali o fuorvianti. La chirurgia refrattiva non è una gara tecnologica, ma una scelta medica personalizzata.
Le tecniche di chirurgia refrattiva: cosa le distingue davvero
Prima di parlare delle singole tecniche, è bene chiarire che la chirurgia refrattiva non è un approccio unico, ma un insieme di soluzioni pensate per esigenze diverse. Fatta questa distinzione generale, possiamo ora concentrarci sulle tecniche laser, per capire in quali casi sono indicate.
PRK: la tecnica più “storica” ma ancora attuale
La PRK (PhotoRefractive Keratectomy) è una tecnica di superficie che agisce direttamente sulla cornea, rimodellandola a seconda del difetto da correggere.
- cornee sottili
- alcune attività sportive o professionali
- situazioni in cui è preferibile preservare una struttura corneale poco spessa di partenza
- recupero visivo più graduale
- maggiore fastidio nei primi giorni
- maggiore possibilità di regressione nel lungo tempo
La PRK non è una tecnica “vecchia”, ma una scelta mirata in casi ben selezionati.
FemtoLASIK precisione e recupero rapido
La FemtoLASIK utilizza un laser a femtosecondi per creare un flap corneale estremamente preciso, seguito dalla correzione del difetto visivo mediante il laser ad eccimeri.
- recupero visivo rapido
- confort post-operatorio elevato
- indicata per molti difetti refrattivi
- spessore e biomeccanica della cornea
- stile di vita del paziente
È una tecnica molto diffusa, ma non universale.
ReLEx SMILE: la minima invasività
La ReLEx SMILE è una tecnica più recente che consente la correzione del difetto visivo attraverso la creazione di un lenticolo corneale che verrà estratto attraverso una micro-incisione.
- maggior rispetto della biomeccanica corneale
- minor secchezza oculare
- recupero funzionale rapido
Indicata soprattutto per
- miopia e miopia con astigmatismo
- pazienti con elevata richiesta di confort
- sportivi dove il rischio del trauma oculare è più elevato per le caratteristiche dell’attività sportiva praticata
Non è “la migliore”, ma la più adatta in casi specifici.
Soluzioni per la presbiopia: Supracor e Monovisione
Intorno ai 40–45 anni, la visione da vicino tende progressivamente a ridursi. In questa fase entrano in gioco soluzioni specifiche della chirurgia refrattiva, pensate per la gestione della presbiopia.

Supracor
La Supracor è una tecnica laser progettata per la correzione della presbiopia, spesso associata a ipermetropia. Agisce sulla cornea creando una multifocalità controllata, con l’obiettivo di migliorare la visione da vicino mantenendo una buona qualità visiva anche alle altre distanze.
Punti di forza
- specificamente progettata per la presbiopia
- riduzione della dipendenza dagli occhiali per la lettura
- possibilità di trattare contemporaneamente presbiopia e ipermetropia
Da valutare attentamente
- necessità di un periodo di adattamento neurovisivo
- accurata selezione del paziente e aspettative realistiche
È una tecnica indicata in casi selezionati, ma non rappresenta una soluzione universale per la presbiopia.
Monovisione
La Monovisione non è una tecnica chirurgica specifica, ma una strategia correttiva utilizzata nella chirurgia refrattiva.
Consiste nel correggere un occhio per la visione da lontano e l’altro per la visione da vicino, sfruttando la capacità del sistema visivo di integrare le immagini provenienti da entrambi gli occhi.
- riduzione della dipendenza dagli occhiali
- possibile applicazione con diverse tecniche refrattive
- soluzione consolidata per la gestione della presbiopia
- tolleranza individuale alla monovisione
- possibile riduzione della percezione della profondità in alcune attività
È una strategia efficace in pazienti selezionati, ma non è adatta a tutti.

Lenti intraoculari ICL: quando il laser non è indicato
Le lenti intraoculari ICL sono una soluzione chirurgica utilizzata quando il trattamento laser non è indicato, in particolare in presenza di difetti visivi elevati o di una cornea non idonea.
La procedura prevede l’inserimento di una lente biocompatibile all’interno dell’occhio, davanti al cristallino, senza rimuoverlo.
- indicata per difetti visivi elevati
- alternativa al laser in caso di cornea non idonea
- qualità visiva elevata
- caratteristiche anatomiche dell’occhio
- idoneità clinica alla procedura
È una soluzione efficace in casi selezionati, ma non universale.
Facorefrattiva: la soluzione per i difetti visivi elevati
Quando i difetti visivi sono particolarmente elevati in pazienti oltre i 45 anni o il cristallino inizia a perdere trasparenza, una possibile soluzione è la sostituzione del cristallino naturale con una lente intraoculare evoluta, come le lenti EDOF.
- possibilità di correggere miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia in un unico intervento
- indicata in presenza di difetti refrattivi elevati o iniziale opacizzazione del cristallino
- utilizzo di lenti intraoculari progettate per garantire una visione funzionale a più distanze
- condizioni del cristallino e dell’occhio nel suo complesso
- scelta della lente intraoculare più adatta alle esigenze visive
- indicazione chirurgica basata su età e quadro clinico
È una procedura efficace in casi selezionati, ma non rappresenta una soluzione universale.
Confronto utile: cosa conta davvero nella scelta
Più che confrontare le tecniche tra loro, è fondamentale valutare criteri clinici reali:
- spessore e forma della cornea
- stabilità del difetto visivo
- qualità del film lacrimale
- aspettative visive realistiche
- età e stile di vita
- diametro pupillare
Per questo motivo, la scelta non dovrebbe mai basarsi solo su ciò che si legge online.
La vera differenza non è la tecnica, ma il metodo
Due pazienti con lo stesso difetto visivo possono aver bisogno di tecniche diverse. La differenza la fa:
La qualità della visita pre-operatoria
L’esperienza del chirurgo
La capacità di dire “no” quando una tecnica non è indicata
Questo approccio fa parte del mio metodo: scegliere la tecnica giusta, non quella di moda.
Un errore comune: scegliere in base al recupero più veloce
Molti pazienti chiedono:
“Qual è quella che fa tornare a vedere prima e senza dolore?”
È una domanda comprensibile, ma incompleta.
Un recupero rapido non è sempre il criterio corretto, se non è compatibile con la salute dell’occhio nel lungo periodo.
La chirurgia refrattiva è una scelta che guarda agli anni, non ai giorni.
La tecnica giusta è quella che rispetta il tuo occhio
PRK, FemtoLASIK, ReLEx SMILE e le altre tecniche di chirurgia refrattiva non sono rivali, ma strumenti diversi, da utilizzare con criterio e responsabilità. La vera domanda non è “qual è la migliore?”, ma “qual è la più sicura ed efficace in relazione alle caratteristiche dell’occhio e al momento della vita?”. Comprendere indicazioni e limiti di ciascuna tecnica è il primo passo per orientarsi in modo consapevole nella chirurgia refrattiva.
FAQ – Domande frequenti
1.
Se la ReLEx SMILE è meno invasiva, perché non farla a tutti?
Perché non tutti gli occhi hanno le caratteristiche adatte. Ogni tecnica ha indicazioni precise e forzarle significa aumentare i rischi inutilmente.
Le lenti intraoculari sono sicure quanto il laser?
Sì, e in certi casi sono persino più indicate. Sono lenti nate per restare nell’occhio tutta la vita, realizzate in materiali che il tuo corpo accoglie perfettamente.
Posso scegliere io la tecnica che preferisco?
Non quella che preferisci ma puoi scegliere tra le tecniche a cui risulti idoneo, dopo un’attenta visita del chirurgo. Una buona scelta tra le tecniche a cui si risulta idonei nasce dal dialogo, non da una scelta commerciale.