Ritrovare equilibrio e qualità di vita dopo i 45 anni: il caso di Annalisa

Focus Dopo i 45 anni, un difetto visivo complesso può incidere non solo sulla nitidezza, ma sull’equilibrio e sull’energia quotidiana. In questa testimonianza racconto il percorso di Annalisa e di come un approccio integrato abbia migliorato qualità visiva e qualità della vita.
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Annalisa ha 49 anni e lavora come impiegata.
Conviveva da anni con un difetto visivo complesso, che rendeva faticosa sia la visione da lontano sia quella da vicino e che, nel tempo, aveva iniziato a incidere in modo significativo sul suo benessere generale.

La vista non era semplicemente meno nitida : era diventata un fattore che influenzava l’equilibrio quotidiano, il livello di energia e la qualità delle sue giornate.

Un difetto visivo complesso e difficile da compensare

Annalisa presentava un astigmatismo miopico composto elevato in entrambi gli occhi, associato a una marcata anisometropia, cioè una differenza significativa di capacità refrattiva tra occhio destro e occhio sinistro.

A questo quadro si era aggiunta la presbiopia, il naturale cambiamento della vista legato all’età, che rendeva ancora più complessa la gestione visiva nelle attività quotidiane e lavorative.
Nel corso degli anni aveva provato diverse tipologie di lenti a contatto (rigide, semirigide e toriche ) senza riuscire a trovare una soluzione stabile e tollerabile. L’intolleranza sviluppata nel tempo aveva reso queste opzioni inefficaci.

Anche gli occhiali rappresentavano solo un compromesso, non soddisfacente né per la visione da lontano né per quella da vicino.

Quando la vista incide su postura ed energia quotidiana

La mancanza di una correzione visiva efficace aveva progressivamente accentuato una serie di disturbi: mal di testa, affaticamento, annebbiamenti visivi, nausea e vertigini, ai quali si erano aggiunti problemi di natura posturale.
Vista e postura, infatti, sono strettamente collegate. Quando la visione è instabile o richiede uno sforzo continuo di compensazione, anche il corpo tende ad adattarsi in modo scorretto, innescando un circolo vizioso tra affaticamento visivo e postura alterata. Nel caso di Annalisa, questo meccanismo aveva un impatto diretto sulla qualità della vita e sulla capacità di affrontare con energia la giornata lavorativa.

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La scelta dell’intervento e l’approccio integrato

Il recupero e i benefici nella vita quotidiana

Il recupero visivo è stato rapido e stabile. Già nelle prime settimane Annalisa ha potuto tornare alle attività quotidiane senza l’affaticamento che aveva caratterizzato gli anni precedenti.
Nel tempo, il beneficio più evidente è stato il miglioramento complessivo della qualità della vita: riduzione dei disturbi fisici, maggiore confort visivo, migliore postura e una nuova sensazione di equilibrio tra vista e corpo. Annalisa descrive oggi il cambiamento come un recupero di energia e di serenità nella vita lavorativa, personale e nelle attività quotidiane.

Una testimonianza che va oltre la sola correzione visiva

ll caso di Annalisa mostra come, soprattutto dopo i 45 anni, la chirurgia refrattiva possa rappresentare non solo una soluzione al difetto visivo, ma parte di un percorso più ampio di benessere, quando la valutazione è accurata e l’approccio realmente personalizzato.
Nei casi complessi, il risultato non è dato solo dalla tecnica utilizzata, ma dalla capacità di integrare competenze diverse per ottenere un beneficio duraturo nel tempo.

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