Quando la presbiopia complica l’equilibrio visivo: la storia di Serena
Serena ha 48 anni e lavora come impiegata.
Trascorre gran parte della giornata davanti al computer ed è una persona attiva, che pratica sport e ama muoversi senza vincoli.
Per anni ha convissuto con una miopia elevata associata ad astigmatismo, corretta principalmente con lenti a contatto. Una soluzione che le garantiva libertà e praticità, almeno fino a quando la sua visione ha iniziato a cambiare.
Quando l’equilibrio visivo si rompe
Con l’arrivo della presbiopia, la gestione della vista è diventata sempre più complessa.
Quello che prima funzionava (togliere le lenti per vedere da vicino) non era più sufficiente.
Serena si è trovata a dover combinare:
- lenti a contatto per la visione da lontano
- occhiali per lavorare al computer e leggere
Una gestione frammentata, fatta di continui adattamenti, poco compatibile con una vita lavorativa intensa e con il desiderio di muoversi in modo naturale.
Nel tempo, questa situazione ha generato disagio, frustrazione e una crescente insoddisfazione. Non si trattava solo di vedere meno bene, ma di dover pensare continuamente alla vista.
Tentativi e compromessi poco soddisfacenti
Prima di arrivare alla valutazione specialistica, Serena ha provato diverse soluzioni intermedie:
lenti a contatto leggermente sottocorrette per facilitare la visione da vicino, accettando però una visione meno stabile da lontano; combinazioni sempre diverse di lenti e occhiali, senza mai trovare un vero equilibrio.
Quando è arrivata alla visita, aveva le idee chiare: desiderava semplificare radicalmente la gestione della visione, risolvendo miopia e astigmatismo, accettando in modo consapevole l’uso di un occhiale leggero solo per il vicino.

La scelta dell’intervento
Dopo un’accurata valutazione delle condizioni oculari e delle esigenze visive di Serena, la tecnica più indicata è risultata la ReLEx SMILE.
L’obiettivo non era “eliminare la presbiopia”, ma restaurare una visione stabile e naturale da lontano, riducendo drasticamente la dipendenza da lenti a contatto e semplificando la quotidianità visiva.
La scelta è stata condivisa in modo chiaro, definendo benefici, limiti e aspettative realistiche.
Il risultato e il cambiamento percepito
Nei giorni successivi all’intervento, Serena ha iniziato a percepire un cambiamento concreto nella qualità della visione.
La vista da lontano è diventata stabile e affidabile, senza la necessità di lenti a contatto.
Il beneficio più significativo, però, non è stato solo visivo, ma pratico e mentale:
la libertà di lavorare, muoversi e fare sport senza dover continuamente gestire ausili visivi diversi.
Una testimonianza di consapevolezza
La storia di Serena dimostra che non esiste un’età “giusta” in assoluto per la chirurgia refrattiva, ma il momento giusto per ogni paziente.
Nei miopi oltre i 40–45 anni, l’intervento non significa negare la presbiopia, ma affrontarla in modo consapevole, riducendo i compromessi e restituendo continuità e semplicità alla visione.
In molti casi, il vero beneficio è proprio questo: vivere la vista con meno fatica e meno condizionamenti.