Ritrovare il piacere del golf: la storia di Alessandro
Alessandro ha 57 anni, è commercialista di professione e pratica golf da sempre a livello agonistico.
Per lui il golf non è solo uno sport, ma una parte integrante della propria identità: allenamenti costanti, gare Master internazionali, concentrazione e precisione che vanno ben oltre il semplice tempo libero.
Nel corso degli anni, però, un insieme di problemi visivi ha iniziato a compromettere non solo la qualità della vista, ma anche il piacere di stare sul campo.
Quando la visione non accompagna più la performance
Alessandro conviveva da sempre con una miopia elevata associata ad astigmatismo. Dopo i 40 anni, a questo quadro si è aggiunta oltre alla presbiopia anche una diagnosi di glaucoma bilaterale, che ha richiesto controlli costanti e un’attenzione particolare nelle scelte terapeutiche.
Non ha mai utilizzato lenti a contatto, affidandosi esclusivamente agli occhiali: prima monofocali, poi multifocali con l’arrivo della presbiopia.
Negli ultimi anni, l’insorgenza progressiva della cataratta ha iniziato a ridurre in modo evidente la qualità della visione, rendendo sempre meno efficace la correzione ottica.
Sul campo da golf questo si traduceva in difficoltà concrete:
- seguire il volo della pallina
- gestire condizioni di luce e meteo variabili
- leggere il green durante il putt
- mantenere concentrazione e sicurezza nei momenti decisivi
Continuava a gareggiare, ma con una sensazione crescente di insicurezza e frustrazione, soprattutto considerando uno stile di vita ancora pienamente attivo.
Una decisione che riguarda la qualità della vita
Quando la visione diventa incerta in una fase della vita ancora ricca di energie e passioni, l’impatto non è solo funzionale.
Si perde naturalezza nei gesti, fiducia nelle proprie capacità e, spesso, si ha la percezione di un limite che non rispecchia né il corpo né la mente.
Durante le visite abbiamo valutato con attenzione tutte le possibili soluzioni, considerando non solo la cataratta, ma anche la presenza del glaucoma, il difetto refrattivo elevato e lo stile di vita di Alessandro, fortemente legato allo sport.

La scelta dell’intervento
Dopo un confronto approfondito, la scelta è ricaduta su una lente intraoculare EDOF torica: una soluzione capace di garantire una visione funzionale alle diverse distanze, correggendo miopia, astigmatismo e presbiopia, senza interferire con la gestione del glaucoma e, anzi, contribuendo a migliorare il tono oculare grazie alla rimozione del cristallino naturale opacizzato.
L’obiettivo non era semplicemente “vederci meglio”, ma ritrovare un equilibrio visivo compatibile con il golf, il lavoro e la vita quotidiana, riducendo al minimo i compromessi.
Il ritorno sul campo
Il rientro sul campo da golf è stato per Alessandro un momento sorprendente.
Senza gli occhiali, ha percepito subito una visione più naturale: campo visivo più ampio, colori più vivi, una nuova profondità di campo. Per la prima volta ha potuto sperimentare una visione centrale e periferica totale, libera non condizionata dalla montatura e da lenti spesse con una percezione dello spazio più istintiva e continua. Anche il gesto sportivo è tornato fluido, meno “pensato” e più spontaneo.
Una testimonianza di equilibrio ritrovato
Oggi Alessandro guida, lavora al computer, legge e gioca a golf senza dover dipendere dagli occhiali.
La sua storia mostra come, anche in presenza di condizioni visive complesse, un approccio personalizzato possa restituire continuità visiva, sicurezza e piacere nelle attività quotidiane.
E sul campo, finalmente, la pallina torna ad andare dove deve andare.