Ritrovare una visione affidabile nella vita quotidiana: la storia di Francesca
Vedere bene con gli occhiali, o con le lenti a contatto nella pratica sportiva e nel tempo libero, non sempre significa vedere davvero bene.
È da questa consapevolezza che nasce la scelta di Francesca, 36 anni, consulente legale, di intraprendere un percorso di chirurgia refrattiva.
Una decisione maturata nel tempo, non dettata dall’urgenza, ma dal desiderio di ottenere una qualità visiva stabile, affidabile e continua, senza dover dipendere da soluzioni correttive diverse a seconda delle situazioni.
Quando la qualità della visione incide sulla vita quotidiana
Francesca conviveva con una miopia elevata associata ad astigmatismo, una combinazione che, anche in presenza di una buona correzione ottica, tende a creare difficoltà concrete nella quotidianità.
Alla guida, soprattutto di notte o in condizioni atmosferiche sfavorevoli come pioggia, nebbia o cambi repentini di luce, la visione risultava instabile. Situazioni come le gallerie, il crepuscolo e i riflessi rappresentavano momenti particolarmente critici.
Gli occhiali, pur garantendo una discreta correzione, le davano una sensazione di limitazione del campo visivo, sia nella visione da lontano sia in quella da vicino.
Le lenti a contatto, utilizzate principalmente per lo sport e il tempo libero, non le assicuravano comunque una visione pienamente soddisfacente.
Nel suo lavoro di consulente legale, dove sono richieste attenzione prolungata, lettura continua di documenti e affidabilità visiva, questa instabilità diventava sempre più faticosa da gestire.
Il desiderio di una visione continua e senza compromessi
Con il tempo, è cresciuto in Francesca il desiderio di vederci bene sempre, senza dover scegliere di volta in volta la soluzione meno scomoda tra occhiali e lenti a contatto.
L’obiettivo non era solo migliorare la nitidezza, ma ottenere una visione costante e prevedibile, capace di accompagnarla nella vita professionale, nella guida e nelle attività quotidiane, senza adattamenti continui.

La scelta dell’intervento
Dopo un’attenta valutazione delle caratteristiche anatomiche e funzionali dei suoi occhi, sono state analizzate tutte le opzioni disponibili.
Nel caso di Francesca, la tecnica ReLEx SMILE si è dimostrata la soluzione più adatta: un intervento personalizzato, in grado di offrire precisione, stabilità visiva e un recupero rapido, coerente con il suo profilo visivo e le sue esigenze quotidiane.
La scelta della tecnica non è stata guidata dalla procedura in sé, ma dalla sua adeguatezza al caso specifico.
Il risultato e la ritrovata sicurezza visiva
Nei giorni successivi all’intervento, Francesca ha iniziato a percepire un cambiamento concreto nella qualità della visione.
Il miglioramento è stato particolarmente evidente nella guida notturna, dove ha ritrovato maggiore sicurezza, continuità visiva e confort.
Oggi descrive la sua visione come più naturale, stabile e affidabile, capace di accompagnarla senza limitazioni nella vita professionale e personale.
Una testimonianza di affidabilità visiva
La storia di Francesca mostra come, anche in presenza di difetti visivi complessi come miopia elevata e astigmatismo, una scelta chirurgica mirata possa restituire qualità, continuità e serenità visiva.
In questi casi, il vero beneficio non è solo vedere meglio, ma poter contare sulla propria vista in ogni situazione della giornata.