Come arrivare preparati a un trattamento laser occhi
La decisione di sottoporsi a un intervento di chirurgia refrattiva è importante e personale. Anche se oggi le tecniche laser occhi sono rapide, sicure e minimamente invasive, la scelta del momento giusto e la preparazione corretta fanno la differenza nel risultato finale.
In questo articolo analizziamo come pianificare l’intervento, le accortezze pre-operatorie e come gestire vincoli professionali o personali, per affrontare il trattamento laser con consapevolezza e sicurezza.
Perché la scelta del momento è fondamentale
Molti pazienti credono che non ci sia differenza tra operarsi oggi o tra qualche mese, o che esista un “periodo ideale” legato alla stagionalità.
Nella storia della chirurgia, il caldo e il sole erano considerati fattori di rischio per la guarigione delle ferite ma oggi, protocolli moderni e tecniche avanzate hanno ridotto rischi e complicanze, rendendo il periodo dell’anno meno rilevante.
La vera differenza la fa il periodo più adatto al paziente , considerando stabilità visiva, salute oculare e impegni personali.
Valutare con attenzione il momento dell’intervento è un aspetto da non trascurare.
Quando programmare l’intervento
Prima di programmare l’intervento, è utile considerare alcuni aspetti:
- la prescrizione degli occhiali deve essere stabile da almeno 12 mesi
- assenza di patologie oculari pregresse (herpes, infiammazioni croniche) e sistemiche rilevanti (diabete mellito, uso prolungato di cortisone)
- momenti senza stress e impegni lavorativi importanti, in modo da dedicare attenzione e concentrazione al recupero post-operatorio
- gravidanza o allattamento: pianificare l’intervento almeno 1 anno dopo il parto
- eventuali esami, concorsi o promozioni imminenti: anticipare l’intervento per evitare interferenze con il recupero
Intervento laser e impegni professionali o accademici
Per molte persone, la scelta di sottoporsi alla chirurgia refrattiva non nasce solo dal desiderio di eliminare occhiali o lenti a contatto, ma da esigenze concrete legate a requisiti di performance visiva imposti da concorsi pubblici, accademie o selezioni professionali. In alcuni casi, un visus insufficiente può essere un ostacolo non solo alla vita quotidiana, ma anche all’accesso a determinate carriere.
In questa sezione approfondisco come la chirurgia laser possa essere programmata tenendo conto di scadenze specifiche, come esami o concorsi, nel rispetto dei tempi di recupero e dei risultati visivi.
Requisiti visivi nei concorsi pubblici e professionali
Diversi bandi di concorso per posizioni nelle Forze dell’Ordine, nell’Esercito o nelle Accademie richiedono parametri visivi minimi ben definiti, spesso con limiti di correzione tramite mezzi ottici

Polizia di Stato
requisiti di visus naturale minimo e visus complessivo, con limiti alla correzione tramite mezzi ottici
Accademia dei Carabinieri
criteri generalmente più stringenti, con limiti specifici sulle diottrie correggibili
Vigili del Fuoco
per alcuni profili non è ammessa la correzione con lenti
Marina Militare e Accademie dell’Esercito
requisiti specifici sulla visione naturale e sui limiti di correzione delle ametropie
Polizia Penitenziaria e altre forze
requisiti specifici sulla visione naturale e sui limiti di correzione delle ametropie.
Questi requisiti possono rendere complesso il superamento delle selezioni con il solo utilizzo di lenti a contatto o occhiali. In molti casi, la chirurgia refrattiva consente di correggere in modo stabile il difetto visivo, permettendo di soddisfare i parametri richiesti dai bandi, nel rispetto delle indicazioni cliniche.
Oltre ai concorsi pubblici, esistono anche ambiti professionali e formativi in cui sono richiesti requisiti visivi specifici o particolarmente stringenti. Tra questi rientrano, ad esempio:
- professioni aeronautiche e marittime, con criteri legati alla visione binoculare e alla stabilità visiva
- settori tecnici e industriali in cui la precisione visiva è determinante per la sicurezza
- attività sportive o professionali ad alta richiesta visiva, dove la qualità della visione in condizioni dinamiche può influire sulla performance
In questi contesti, il requisito non riguarda esclusivamente il superamento di una soglia formale di visus, ma anche la qualità visiva richiesta nello svolgimento delle attività. La chirurgia refrattiva rappresenta, in casi selezionati, una possibile opzione per rispondere a queste esigenze, compatibilmente con le indicazioni cliniche e i requisiti specifici
Programmare il laser in base alle scadenze ufficiali
I candidati che intendono partecipare a bandi e concorsi con requisiti visivi definiti devono tenere conto di alcuni aspetti pratici:
- tempistiche della valutazione pre-operatoria: è opportuno effettuare la visita refrattiva con sufficiente anticipo per verificare l’idoneità al trattamento laser
- tempi di recupero e controlli post-operatori: nonostante il recupero visivo sia oggi generalmente rapido, è necessario prevedere un periodo di controllo post-operatorio prima della data del concorso
- date di bando e prove selettive: l’intervento va programmato considerando le scadenze ufficiali, soprattutto nei casi in cui il requisito visivo sia particolarmente stringente.
Una pianificazione corretta del trattamento laser consente di rispettare i tempi tecnici di guarigione e di affrontare le selezioni nelle condizioni visive più appropriate. In alcuni contesti, superare i requisiti formali previsti dai bandi non esaurisce le reali esigenze visive richieste nello svolgimento delle prove o delle attività professionali.

Consigli pratici per candidati con scadenze ravvicinate
- prenotare la visita refrattiva specialistica con adeguato anticipo rispetto alla data del bando/concorso, per valutare con precisione l’idoneità all’intervento
- evitare periodi di particolare stress lavorativo o personale nei mesi successivi al trattamento, così da favorire un recupero regolare
- valutare la tecnica più adatta anche in funzione dei tempi di recupero previsti
- definire con il chirurgo un piano di controlli post-operatori compatibile con le scadenze previste
Accortezze nei giorni precedenti l’intervento
Per arrivare all’intervento nelle condizioni migliori e ridurre il rischio di fastidi nel post-operatorio, è importante seguire alcune indicazioni pratiche:
nei 7 giorni precedenti l’intervento (fino a 2–3 mesi per le lenti rigide)
nei 3 giorni precedenti
che possano causare irritazioni o reazioni allergiche oculari
come colliri o salviette oftalmiche specifiche
Cosa aspettarsi dopo l’intervento
Il trattamento laser è rapido e generalmente ben tollerato.
Nel periodo immediatamente successivo all’intervento, è normale osservare una fase di adattamento visivo, caratterizzata da:
- recupero visivo progressivo, con riduzione graduale di fastidi e sensibilità alla luce.
- possibile transitoria sensibilità oculare, che tende a risolversi nei giorni successivi.
A questo si affianca un programma di controlli post-operatori, fondamentale per monitorare la stabilità e la sicurezza del risultato nel tempo.
Prepararsi è parte del risultato
Affrontare la chirurgia refrattiva in modo informato e pianificato consente di gestire correttamente ogni fase del percorso, dalla valutazione dei requisiti visivi alla programmazione dell’intervento e al recupero post-operatorio.
FAQ – Domande frequenti
Posso sottopormi al laser se ho un concorso o un esame imminente?
Sì, ma è fondamentale pianificare il recupero. Possiamo valutare tempistiche ideali per evitare interferenze con impegni importanti, senza compromettere la guarigione.
Devo aspettare un periodo particolare dell’anno per operarmi?
No, oggi la stagione non è più un fattore determinante. Conta la stabilità visiva, la salute degli occhi e la possibilità di dedicare attenzione al post-operatorio.
Quanto tempo prima devo interrompere l’uso delle lenti a contatto?
Per lenti morbide almeno 7 giorni, per lenti rigide fino a 2-3 mesi. Questo permette alla cornea di tornare alla sua forma naturale, essenziale per un risultato ottimale.