Vedere il mondo con occhi nuovi: la storia di Diego
Diego ha 47 anni e lavora come agricoltore.
Fin dall’infanzia convive con una miopia molto elevata, associata a una marcata anisometropia, con un occhio significativamente più miope dell’altro.
Una condizione che non gli ha mai permesso di avere una visione binoculare e stabile.
Per tutta la vita, Diego ha conosciuto il mondo attraverso una visione fortemente limitata, alla quale si era progressivamente adattato senza mai immaginare potesse esistere un’alternativa.
Quando il difetto visivo diventa una normalità forzata
Nel lavoro quotidiano nei campi, l’utilizzo di lenti a contatto non è mai stato una soluzione praticabile. Polvere, vento, sudore e l’uso di macchinari rendevano questa opzione poco sicura e difficile da gestire.
Diego ha quindi sempre utilizzato occhiali molto spessi, inevitabilmente sottocorretti, nel tentativo di mantenere un minimo equilibrio tra i due occhi. Questo significava convivere con una visione estremamente ridotta: per leggere il giornale era costretto ad avvicinarlo a pochi centimetri dal viso.
Con l’arrivo della presbiopia, anche queste strategie di adattamento hanno iniziato a non funzionare più. Attività semplici, che per molti sono automatiche, erano diventate sempre più faticose e frustranti.
Il desiderio di liberarsi dagli occhiali nella vita quotidiana
Nel tempo, Diego ha maturato un obiettivo molto chiaro: liberarsi dagli occhiali nella vita di tutti i giorni, accettando l’eventuale utilizzo solo per attività molto ravvicinate.
Per chi lavora all’aperto e utilizza mezzi agricoli, gli occhiali non rappresentavano solo un limite pratico, ma anche un potenziale problema di sicurezza. La vista, in questo contesto, non era più solo una questione di confort, ma di autonomia e affidabilità.

La scelta dell’intervento
Dopo una valutazione oculistica approfondita, la soluzione più indicata è risultata essere la sostituzione del cristallino mediante facoemulsificazione. Una scelta condivisa con attenzione, chiarendo obiettivi realistici, limiti e benefici concreti in relazione alla sua vita e al suo lavoro.
Per ridurre al minimo i tempi di recupero e consentirgli di tornare rapidamente alle attività quotidiane, abbiamo deciso di intervenire su entrambi gli occhi nella stessa seduta.
Il risultato e l’adattamento a una nuova visione
Già dal giorno successivo all’intervento, Diego ha iniziato a percepire un cambiamento concreto nella qualità della visione, mai sperimentato in precedenza.
Nei giorni successivi, la visione si è progressivamente stabilizzata.
Il cambiamento più significativo non è stato immediatamente semplice da gestire. Diego ha descritto i primi giorni come sorprendenti e destabilizzanti: colori più vivi, spazi più ampi, distanze completamente diverse da come le aveva sempre percepite.
Per la prima volta si è trovato a dover imparare a vedere, tanto da sentirsi inizialmente insicuro anche nello svolgere attività abituali, come manovrare il trattore.
Con il tempo e il naturale adattamento visivo, questa sensazione di spaesamento ha lasciato spazio alla sicurezza. Diego è diventato più attivo, meno affaticato e più consapevole di quanto, per decenni, una visione alterata e sottocorretta lo avesse inconsapevolmente limitato.
Una testimonianza che parla di consapevolezza
La storia di Diego mostra come, in alcuni casi, il risultato dell’intervento non sia solo una migliore acuità visiva, ma la scoperta di un modo completamente nuovo di percepire il mondo.
Rendersi conto, dopo anni, di cosa significhi vedere in modo equilibrato è un passaggio profondo, che va oltre i numeri e accompagna il paziente verso una nuova consapevolezza del proprio corpo, del proprio lavoro e delle proprie possibilità.