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Fai attenzione alla luce

Ti sei mai chiesto perché la luce dell’alba e del tramonto è così morbida e avvolgente, mentre quella del mezzogiorno è diretta e imponente?
Non è solo per permetterci di fare fotografie meravigliose da postare su Instagram o per regalarci momenti di mindfulness rimirando i cieli: la luce del risveglio e dell’accompagnamento al riposo è più calda, dai toni aranciati, per accompagnare il cambiamento di stato del nostro corpo, dal sonno al risveglio, dal rallentare dei ritmi della giornata all’addormentarsi.

Anche se non ci svegliamo più all’alba e non andiamo più a dormire al tramonto, per colpa o per merito della luce elettrica, oggi possiamo mimare questo importantissimo ausilio ai nostri ritmi circadiani scegliendo le luci giuste ed esponendoci il più possibile, di giorno, alla luce naturale. Ne guadagnerà la salute dei nostri occhi, che non avranno bisogno di fare un superlavoro per compensare, e in genere la nostra salute, che dipende in buona parte dalla qualità del riposo notturno.

Il problema della luce artificiale
Se ne parla spesso in relazione agli schermi del computer e dello smartphone, la cui luce blu nelle ore serali contraddice l’informazione legata all’orario – è l’ora di riposare – interagendo con la melanopsina (un recettore che si trova nella retina) e inibendo la secrezione di melatonina. Il problema, in realtà, è comune a molte luci artificiali, schermo del televisore e luci a LED comprese.
Per fortuna da quando si è studiato l’importanza del ruolo della melanopsina nella qualità del sonno si sono moltiplicate le soluzioni, come il cambiamento automatico della luminosità degli schermi a seconda dell’ora della giornata e la possibilità, con i dimmer, di cambiare il tipo di luce delle lampadine.
Vale anche il contrario: lavorare in un ambiente buio e usare luci calde durante il giorno può complicare il risveglio del corpo e della mente, che ha ancora bisogno di un segnale forte per uscire dalla veglia.

I vantaggi della luce naturale
Anche d’inverno la luce naturale è molto più intensa di parecchie luci artificiali. Per capire la qualità della luce solare ci viene in aiuto la scala Kelvin, usata dai fotografi, che misura la temperatura del colore in gradi, gli stessi gradi usati per le lampadine.

Gli studiosi dei ritmi circadiani, come Satchin Panda, suggeriscono di lavorare vicino a una finestra e, se è difficile o impossibile, di passare almeno un’ora al giorno fuori, esposti alla luce naturale, anche quando fa freddo. Probabilmente ci avete fatto caso durante il lockdown: è difficile svegliarsi del tutto senza uscire all’aperto, anche se non colleghiamo questo problema alla mancanza di luce naturale. Panda suggerisce anche di limitare l’uso degli occhiali da sole, io però aggiungo: con cautela, soprattutto nelle giornate più terse o con la neve, per evitare il riverbero.

Prenditi cura dei tuoi occhi
La luce è una delle tante informazioni che, attraverso gli occhi, condizionano la nostra salute e la qualità delle nostre giornate. Prendersi cura degli occhi, anche in assenza di difetti visivi evidenti, ci aiuta a vivere meglio, evitando stanchezza, nervosismo, mal di testa spesso incomprensibili e dovuti invece alla scarsa qualità delle condizioni di lavoro delle nostre preziosissime finestre sul mondo.