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By Dr Angelo Appiotti

Meglio gli occhiali o meglio la chirurgia?

Il mondo prima degli occhiali era molto meno a fuoco, passatemi il gioco di parole. Come e a chi sia venuta l’idea di usare due pezzi di vetro per permettere alle persone di vedere meglio, da vicino e da lontano, è una di quelle storie meravigliose e difficili da ricostruire, perché è un’invenzione nata in luoghi e situazioni diverse.

Dalle lenti di ingrandimento alle lenti a contatto
In tedesco gli occhiali si dicono “Brille”, dal minerale berillo, usato già nel 1300 per tagliare pietre semipreziose e utilizzarle come lenti per occhiali. C’è chi dice che siano nati in Toscana, chi a Murano, origine forse più credibile, chi più genericamente in Veneto, ma ovviamente ci sono tracce di lenti levigate nella storia antica – ne parlava Cicerone – e in paesi lontani, in particolare lo studioso e astronomo arabo Ibn al-Heitam.

I primi occhiali assomigliano più a lenti d’ingrandimento che alle lenti montate per poter stare comode sul naso come oggi, ma svolgono comunque il loro compito: migliorare la vista, una delle prime forme di potenziamento esterno del corpo umano.

Dalle lenti d’ingrandimento arriviamo alle lenti a contatto, altro straordinario passo avanti verso un modo più a fuoco e poi, quasi all’improvviso – come tutti i grandi passi avanti della storia – la chirurgia che ci permette di farne a meno.

La chirurgia per la correzione dei difetti visivi
Io, da medico oculista, amo gli occhiali. Li amo come oggetti di design, progettati per abbellire il viso e per non infastidire. Amo le lenti, di vetro e a contatto, per l’evoluzione tecnologica che li rende sempre più personalizzabili, aggiungendo funzionalità per vedere sempre bene, anche al sole. Amo gli occhiali, ma potendo scegliere non ho dubbi: mi tengo quelli da sole, rinuncerei appena possibile a quelli da vista. Perché proprio per la bellezza dell’oggetto preferisco sceglierlo e non doverne dipendere.
E tu, vuoi davvero continuare a dipendere da un paio di lenti?