Vedere lontano non è solo questione di vista

Ogni tanto mi concedo di meravigliarmi per l’incredibile bellezza e complessità della vista umana, il senso a cui ho deciso di dedicare la mia vita. Adesso che abbiamo tutti in tasca macchine fotografiche e cineprese di grande qualità, parte integrante dei nostri smartphone, usiamo ancora più di prima la vista per orientarci e dare un senso al mondo che ci circonda.

Mettere a fuoco, vederci chiaro, guardare lontano non a caso sono anche metafore che usiamo nel linguaggio quotidiano per esprimere la capacità di avere idee e pensieri lucidi, affilati, precisi.
Nel linguaggio delle aziende per descrivere il motivo per cui si opera si descrivono due concetti, la missione, quello l’azienda fa nel presente e la visione, quello che vuole fare nel futuro, quello che vuole diventare.

I visionari, non a caso, sono persone che sanno guardare oltre e immaginare un futuro diverso, che è il primo passo per renderlo possibile. E quando qualcuno “non vede più in là del proprio naso” lo definiamo “miope”, anche se ha 10/10 e nessun problema fisico.


Che cos’è la miopia

Il miope vede bene da vicino e male da lontano. Vede quello che ha davanti agli occhi, ma se alza lo sguardo e prova a scrutare il futuro, cioè lo spazio oltre il suo corpo, vede sfocato.

In Italia almeno il 25% della popolazione è affetta da miopia e la sua diffusione è in accelerazione. Il modo più semplice per correggerla sono gli occhiali o le lenti a contatto, che hanno comunque delle limitazioni, soprattutto quando la miopia diventa elevata, con -6 diottrie. In Europa il disturbo visivo della miopia colpisce prevalentemente la popolazione tra i 25 e 29 anni, nella misura del 35%.

Guardare oltre, per esempio curando la miopia

Ora, viviamo in tempi difficili, e da un po’. Non voglio forzare la metafora, ma il nostro corpo condiziona la nostra mente in modi spesso difficili da comprendere pienamente. Come scrive Franco Bianchi “Se vedo sfuocato, i miei occhi mi stanno mandando un messaggio che è legato a tutto il mio essere nella sua globalità, a qualcosa che sta accadendo nella mia vita, riflettendo tensioni che riguardano la mia coscienza, la parte più profonda di me, un modo di vedere la vita.”

A me l’idea di migliaia di persone che vedono sfocato a un passo da loro sembra semplicemente inaccettabile, soprattutto considerando che la chirurgia refrattiva ci permette di recuperare le diottrie mancanti e di tornare vedere e a guardare lontano, verso il futuro, con sicurezza.

Verso un futuro, sempre restando in ambito visivo, luminoso, illuminante, illuminato.

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